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CRONACA IMMEDIATA

Inflazione al Consumo Italiana al Minimo: 1,2% a Novembre

La Banca d’Italia conferma che l’inflazione al consumo ha raggiunto l’1,2 per cento su base annua a novembre 2025. Questo dato rappresenta uno dei livelli più bassi dell’anno, favorito dal calo dei prezzi energetici. Il bollettino “L’economia italiana in breve” del 10 dicembre delinea un trend deflazionistico moderato.

Calo dei Prezzi Energetici Trainante

I prezzi dell’energia calano del 4,2 per cento rispetto a novembre 2024, alleviando le tensioni inflazionistiche. Questo ribasso deriva da mercati globali più stabili e scorte abbondanti. Pertanto, il paniere NIC esclude picchi passati, favorendo potere d’acquisto familiare.

L’inflazione core, esclusi energetici e alimentari freschi, si attesta all’1,7 per cento. I servizi mantengono pressioni moderate grazie a salari stabili. Di conseguenza, la BCE gode di flessibilità per tassi invariati.

Contesto Inflazionistico Annuale

Nel 2025, l’inflazione media si stabilizza intorno all’1,7 per cento, in linea con proiezioni Banca d’Italia. Istat rileva dinamiche simili nel proprio outlook. Inoltre, il deflatore dei consumi familiari raggiunge l’1,8 per cento, supportando consumi interni.

Fattori geopolitici attenuano impatti su gas e elettricità. Le importazioni energetiche beneficiano di un euro forte. Quindi, la traiettoria discendente rafforza stime per il 2026 all’1,5 per cento.

Impatti sui Consumi e sul PIL

L’inflazione bassa stimola i consumi privati, contribuendo allo 0,5 per cento di crescita PIL 2025. Le famiglie aumentano la spesa corrente per beni durevoli. Tuttavia, la domanda estera debole limita l’espansione complessiva.

Gli investimenti fissi lordi crescono grazie a costi energetici contenuti. Il settore manifatturiero, pur debole, beneficia di input più economici. In questo modo, la moderazione inflazionistica bilancia cali produttivi recenti.

Dinamiche Settoriali Dettagliate

I prezzi alimentari salgono solo dell’1,0 per cento, stabilizzati da produzioni agricole favorevoli. I beni non durevoli calano dello 0,5 per cento per concorrenza retail. I servizi di trasporto registrano +2,1 per cento, ma pesano poco sul totale.

Il turismo beneficia di tariffe aeree moderate. L’edilizia vede costi stabili post-boom. Pertanto, la composizione del paniere riflette una economia in riequilibrio.

Proiezioni e Rischi Futuri

Banca d’Italia prevede inflazione all’1,5 per cento nel 2026, con risalita all’1,9 nel 2027. Rischi al rialzo emergono da shock energetici o dazi commerciali. Opportunità derivano da produttività in aumento e politiche verdi.

Istat allinea stime, notando domanda interna resiliente. La disoccupazione al 6,3 per cento contiene spinte salariali. Quindi, l’Italia mantiene stabilità macroeconomica.

Reazioni dei Mercati Finanziari

I mercati accolgono il dato con rally obbligazionario. Lo spread BTP-Bund si contrae a 120 punti base. Investitori premiano la disinflazione per prospettive tassi BCE stabili.

Le banche italiane rafforzano prestiti al consumo. Il credito alle famiglie sale dell’1,1 per cento annuo. Di conseguenza, la fiducia consumer si consolida.

Implicazioni per le Politiche Economiche

Il governo calibra il DEF su inflazione benigna, contenendo deficit al 3,0 per cento PIL. I fondi PNRR accelerano senza pressioni inflattive. Policymaker privilegiano riforme strutturali per crescita potenziale.

La BCE monitora dati mensili per decisioni gennaio 2026. L’Italia contribuisce a convergenza eurozona. In sintesi, la bassa inflazione rafforza resilienza economica.

Questo bollettino Banca d’Italia integra indicatori chiave con analisi prospettica. Esso guida imprese e famiglie in un contesto favorevole. Gli operatori economici apprezzano la trasparenza istituzionale.

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